Piero Calamandrei e il Trentino: dalla Grande Guerra all'autonomia regionale

Date: 14 Marzo 2010 - 14 Marzo 2012

La presente ricerca si sviluppa in due fasi.

 In una prima fase ci si prefigge di analizzare e interpretare un aspetto quasi totalmente inedito del grande e prismatico profilo intellettuale di Piero Calamandrei (1889 -1956) giurista, uomo politico e umanista, vale a dire il Calamandrei fotografo nella Grande Guerra; un’attitudine e passione fotografica che molto lascia trapelare della sua profonda sensibilità ed attenzione al dato umano, all’indagine etica e antropologico-culturale. Si intende inoltre sottolineare lo stretto rapporto che ebbero in Calamandrei l’immagine fotografica e la scrittura epistolare, forme complementari di narrazione e di testimonianza documentale; la fotografia diviene il contraltare della pagina scritta e il manifestarsi di tre tendenze, sensibilità visiva, vocazione letteraria, intensa e costante riflessione sul concetto di humanitas. Le istantanee dal fronte disvelano un grande paradigma concettuale del Calamandrei, non solo uomo di legge, ma anche letterato, ovvero il suo peculiare approccio al passato e alla memoria. Non dimenticando, infine, la rilevanza che l’inclinazione di Calamandrei per la fotografia ebbe anche in seguito, in vari e diversi momenti della sua esistenza e nei confronti del suo più generale amore per la storia dell’arte e la pratica pittorica.

In una seconda fase ci si propone di mettere in luce e analizzare con quali modalità, ovvero con quali contenuti, riflessioni, prese di posizione e scritti, emergano la questione geopolitica del Trentino e il suo assetto costituzionale nel pensiero e nell’azione di Piero Calamandrei, tra i fondatori del partito d’Azione e tra gli artefici della nostra Costituzione repubblicana, a partire dalla sua peculiare esperienza come volontario nel primo conflitto mondiale, in modo specifico attraverso la sua attività all’Ufficio Propaganda (Calamandrei fu il primo ufficiale superiore a fare ingresso nella Trento liberata il 3 novembre 1918), ma concretizzandosi anche successivamente con interventi ad esempio su «L’Unità» di Salvemini, sulla rivista « Il Ponte» da lui stesso fondata, e altresì nei dibattiti e nelle elaborazioni che scaturirono dai lavori per la Costituente. Come scrive il suo biografo Alessandro Galante Garrone, il primo conflitto mondiale lascia su Calamandrei, come del resto su tutta la sua generazione, segni incancellabili, avvicinandolo ai maggiori problemi politici e di ordine sociale della sua età; Cesare Battisti gli era apparso come colui che nel sentimento, nell’azione e nel sacrificio era stato in grado di ricongiungere Risorgimento e socialismo. La guerra nondimeno aveva impresso un carattere decisivo al suo pensiero giuridico. Dopo la caduta del fascismo infatti, grazie alla vastità dei suoi referenti culturali, con una profonda conoscenza ed esperienza dei sistemi istituzionali, ma soprattutto con grande sensibilità umanistica e lungimiranza, diverrà uno dei maggiori esponenti del Movimento Federalista Europeo, scrivendo nel 1949 la presentazione per l’edizione italiana (Mondadori) di Preliminary Draft of the World Constitution, una proposta di Costituzione Federalista mondiale presentata dallo scrittore ed esule antifascista Giuseppe Antonio Borgese. Ne scaturisce perciò una variegata e copiosa messe di testimonianze documentarie, a stampa e di genere epistolare che inseriscono Calamandrei al centro di una fitta trama di corrispondenze di stampo politico, intellettuale e d’amicizia; per citare le più significative si ricordino quelle con Gaetano Salvemini, Giuseppe Antonio Borgese, Altiero Spinelli, Ernesta Bittanti (vedova di Cesare Battisti), Lucangelo Bracci, Franco Ciarlantini, Vittorio Callaini, Ernesto Rossi, Bice Rizzi. L’impegno e l’attivismo di Piero Calamandrei saranno seguiti passo dopo passo e valutati, all’interno e in connessione stretta a quella fitta rete di relazioni intellettuali e politiche che, già dagli anni della Grande Guerra, vennero a intrecciarsi intorno alla sua figura, generando un ampio ed eterogeneo crogiuolo di discussione e confronto da parte dell’élite culturale italiana nei riguardi di quei nodi tematici, quali la scelta autonomista, il federalismo e il valore dell’identità etnica e culturale che le terre trentine furono e sono tutt’ora in grado di testimoniare.

Ricercatori impegnati: Silvia Bertolotti
Periodo di svolgimento: marzo 2010 – marzo 2012
Borsa di studio finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto; bando per giovani ricercatori 2009

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