Partenze, arrivi, ritorni. Trent'anni di emigrazione trentina in Europa (1946-1975)

Date: 30 Settembre 2009 - 30 Ottobre 2010

La presente ricerca intende approfondire un aspetto poco studiato dell’emigrazione trentina, quello dell’emigrazione in Europa nel corso del secondo dopoguerra. Se, infatti, conosciuta è la vicenda migratoria trentina verso le Americhe e l’Australia, lo è molto meno quella verso paesi come Francia, Belgio, Svizzera e Germania. Anche il periodo che si intende prendere in considerazione – quello del secondo dopoguerra – risente di una carenza di studi poco comprensibile se messa in relazione all’importanza del fenomeno migratorio: si calcola infatti che gli emigranti trentini in Europa furono circa 35.000 solo nel decennio 1960-1970 (R. M. Grosselli, Storie della emigrazione trentina, L’Adige, Trento, 2000). Molto più conosciuta è la vicenda dei trentini durante la Grande migrazione a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Vale dunque, anche nel caso del Trentino, quanto sostenuto da Andreina De Clementi, secondo la quale questo settore della ricerca soffre di un “effetto di schiacciamento”, perché successivo alla stagione della grande emigrazione e allo stesso tempo immediatamente precedente allo sviluppo delle immigrazioni extraeuropee, che hanno attirato l'attenzione di numerosi studiosi. (A. De Clementi, Curare il mal di testa con le decapitazioni? L'emigrazione italiana nel secondo dopoguerra. I primi dieci anni, in "'900", 2003, 8-9, pp. 11-28)

L’obiettivo che si propone questa ricerca è quello di dare una visione globale e sintetica del fenomeno, accanto alla quale si proporrà l’approfondimento di alcuni casi di studio che permetteranno di delineare con maggiore ricchezza di dettagli l’esperienza migratoria trentina nel secondo dopoguerra.

L’intenzione è quella di studiare l’emigrazione trentina come fenomeno sociale totale (secondo la definizione del sociologo delle migrazioni Abdelmalek Sayad): essa verrà dunque analizzata in ogni sua sfaccettatura, nel suo impatto sia sulla società di partenza che su quella d’arrivo.

Per quanto riguarda il Trentino, si cercherà prima di tutto di chiarire le dimensioni effettive del fenomeno migratorio, rinnovando le ricerche d’archivio per fare emergere nuove fonti che permettano di chiarire l’entità dei flussi e la loro qualità. Quanti furono i trentini ad emigrare nei trent’anni considerati? Quale la loro origine e quale la loro destinazione?

Interessante sarà anche cercare di delineare l’impatto dell’emigrazione sull’economia trentina e grande attenzione verrà prestata all’aspetto istituzionale e alle politiche migratorie della Regione: ci fu il tentativo di guidare il flusso delle partenze e dunque di controllarne l’impatto economico? Quali furono le misure effettive prese in questo campo? L’azione istituzionale fu accompagnata da un dibattito politico (molto vivace anche a livello nazionale) e culturale di cui si tratta di tracciare i contorni; stessa cosa verrà fatta per quanto riguarda la discussione attorno alle conseguenze economiche dell’emigrazione trentina.

La presente ricerca non intende però limitarsi all’analisi dei flussi, delle conseguenze economico-sociali e dei dibattiti politico-istituzionali attorno all’emigrazione trentina ma si pone l’obbiettivo di seguire gli emigranti durante il loro viaggio, per cercare di ricostruire la formazione delle reti migratorie che guidarono i passi dei trentini verso le loro destinazioni e che li tennero legati alla loro terra in una prospettiva transnazionale. Inoltre si cercherà di approfittare di una prospettiva che superi il tradizionale divario presente negli studi sulle migrazioni evidenziato dal binomio emigrazione/immigrazione: il quadro delle migrazioni trentine nel secondo dopoguerra verrà ricomposto grazie a una prospettiva a cavallo tra luogo di partenza e luogo d’arrivo degli emigranti. Essa prevede, oltre all’analisi delle fonti primarie e secondarie sull’immigrazione trentina nei paesi di arrivo, anche il ricorso alle fonti orali e alla raccolta delle storie di vita degli stessi migranti. Come hanno vissuto gli emigrati trentini all’estero? Quali i problemi principali trovati nello sviluppo dell’esperienza migratoria e quali i percorsi di integrazione?

Infine si cercherà di chiarire un altro aspetto spesso tralasciato negli studi sulle migrazioni: quello del ritorno a casa, cioè dell’emigrazione di ritorno, e delle sue conseguenze sociali ed economiche.

Ricercatore impegnato: Mattia Pelli

Periodo di svolgimento: ottobre 2009 - ottobre 2010