Reggiane RE. 2005

Il Reggiane RE. 2005 Sagittario è un caccia monomotore monoplano ad ala bassa, prodotto nei primi anni Quaranta dalle Officine Meccaniche Reggiane di Reggio Emilia, a quell’epoca facenti parte del Gruppo Caproni, spesso citato come “l’aeroplano più bello della Seconda Guerra Mondiale”, fu l’ultimo di una fortunata famiglia di aeroplani da caccia, progettata per le Reggiane dall’Ing. Longhi, caratterizzata dall’adozione di moderne strutture metalliche a guscio.

Successivamente al concorso per intercettori del 1938, lo Stato Maggiore italiano bandì una gara tra le industrie che portò alla produzione dei tre caccia della cosiddetta “Serie 5” – Reggiane RE.2005, Macchi MC.205 e Fiat G.55- realizzata attorno al motore tedesco Daimler-Benz DB 605.

Il primo prototipo compì il suo primo volo il 9 maggio del 1942. Nel corso del 1943, la Regia Aeronautica aveva assegnato i nomi e stabilito l’impiego operativo degli aerei, il cacciabombardiere RE. 2005 divenne ufficialmente “Sagittario”. Si arrivò così alle prime consegne al reparto Regia Aeronautica che lo avrebbe utilizzato in combattimento (la 362a Squadriglia del 22° Corpo da Caccia) solo fra marzo e aprile 1943.

Malgrado gli ordinativi per 600 esemplari, le officine ne produssero e consegnarono solo 32. La drammatica evoluzione del conflitto determinò l’interruzione di queste commesse.

I piloti che ebbero modo di utilizzare il 2005 hanno comunque tramandato il ricordo di un aereo finalmente alla pari con i migliori caccia alleati, nelle prestazioni di volo e nell’armamento.

Presso il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni del Reggiane RE. 2005, è conservato il troncone di coda del RE. 2005 M.M. 092351, unico originale conosciuto al mondo. Tale esemplare fu collaudato presso le Officine Reggiane nel giugno 1943, per poi essere inviato alla base di Capodichino, presso Napoli, dove fu dipinto con il numero di squadriglia (la 362a) il numero individuale e il distintivo del 22° Gruppo da caccia, il famoso “Spauracchio”.

Non si conosce nel dettaglio l’impiego operativo dell’esemplare 092351, ma certamente cessò di volare prima dell’8 settembre 1943. Rinvenuto nell’immediato dopoguerra a Capodichino, fu consegnato all’Istituto Costruzioni Aeronautiche dell’Università di Napoli ove fu sezionato ed utilizzato a scopo didattico. Quel che resta del velivolo fu quindi riconosciuto ed acquisito al Museo negli anni Settanta.

CARATTERISTICHE
Apertura alare 11,00 m
Lunghezza 8,73 m
Altezza 3,15 m
Motore Dailmer-Benz DB 605° 12 cilindri a V raffreddamento a liquido
Peso 2500kg
Velocità massima 644 km/h
Armamento 2 mitragliatrici da 12,7 millimetri, 3 cannoni MG 151/20

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