Caproni Trento F-5

L'Ing. Stelio Frati, uno dei più brillanti progettisti del dopoguerra, iniziò la sua attività professionale presso la galleria aerodinamica Caproni di Taliedo con l’Ing. Antonio Longo che fu tra i progettisti del Ca.193.

Le esperienze velivolistiche, oltre che la situazione generale del Paese, indirizzarono Frati verso aerei in cui le motorizzazioni minime imponevano di contenere i pesi ed affidarsi alla purezza aerodinamica delle linee per ottenere prestazioni di altissimo livello.

Dopo alcuni lavori precedenti Frati realizzò l'F.5, versione con propulsore a reazione che venne poi costruita presso lo stabilimento Caproni di Trento, ultimo ancora in attività del glorioso gruppo. La piccola turbina Turboméca Palas da 150 kg di spinta coesisteva dunque con una raffinatissima struttura interamente in legno, adattata solo nell'abitacolo con posti in tandem, nelle prese d'aria laterali, nel rivestimento metallico della zona inferiore di fusoliera in corrispondenza degli scarichi del motore.

La costruzione avvenne a rischio della ditta, priva di qualsiasi ordine civile o militare ma convinta dell'interesse della macchina. Trasferito a Milano, il prototipo fece il primo il 20 maggio 1952 dall'aeroporto di Linate con l'immatricolazione provvisoria I-RAIA: ai comandi il collaudatore Com.te Ernesto Zanlucchi, il funzionario incaricato dell'omologazione fu l'Ing. Giorgio Aldinio.

Nonostante l'interesse dimostrato per la formula dell'addestratore a reazione e le ottime caratteristiche di volo confermate dai collaudi, la produzione in serie avrebbe richiesto il passaggio alla struttura metallica con investimenti che l'azienda non era in grado di sostenere. L'unico prototipo fu pertanto acquistato dall'Aeronautica Militare e valutato con MM553 sugli aeroporti di Guidonia e Ciampino dove si danneggiò in atterraggio durante una valutazione inglese.

Dopo la riparazione l'F.5, divenuto color alluminio, riprese la sua attività partecipando fra l'altro nell'estate 1954 al Giro Aereo di Sicilia. L'immatricolazione era divenuta I-FACT ed il pilota era Giovanni Franchini del Reparto Sperimentale Volo. Nel 1960 fu trasferito a Torino, dove era in allestimento il Museo del Volo. L'F.5 rimase nella collezione dell'Aeronautica Militare sino all'autunno 1990 quando fu ceduto al Museo Caproni e restaurato nel 1991, è oggi l'unico apparecchio del Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni costruito in Trentino.

***Assegnato in prestito per concessione di Aeronautica Militare

CARATTERISTICHE
Apertura alare 7,85 m
Lunghezza 6,625 m
Altezza non rilevata 
Motore Turbomeca Palas 150 kg/s 
Peso a vuoto 484 kg
Velocità massima 390 km/h

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